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Partita IVA sviluppatori in forfettario: guida pratica 2026

A cura di Redazione ForfettarioProAggiornato il 6 min di lettura

Contenuto informativo, non è consulenza fiscale.

Se sei uno sviluppatore (full-stack, backend, frontend o mobile) e vuoi lavorare da freelance, oppure affiancare dei progetti personali al lavoro da dipendente, il regime forfettario è spesso la soluzione più semplice per iniziare. Il lavoro nel tech ha però regole specifiche su codici attività, contributi e fatture verso l'estero. Ecco cosa devi sapere per aprire e gestire la partita IVA senza sorprese.

1. Scegliere il codice ATECO giusto

Il codice ATECO descrive la tua attività agli occhi del fisco e, nel forfettario, determina il coefficiente di redditività. Per chi lavora con il software il riferimento è la divisione 62.

Dal 1° aprile 2025 sono in uso i nuovi codici ATECO 2025. I più usati dagli sviluppatori sono:

  • 62.10.00 – Attività di programmazione informatica (prima: 62.01.00, produzione di software non connesso all'edizione). È il codice per chi scrive software: applicazioni, plugin, siti e piattaforme sviluppati su commissione o per progetti propri.
  • 62.20.10 – Attività di consulenza informatica (in gran parte corrispondente al vecchio 62.02.00). Adatto se offri soprattutto consulenza architetturale, analisi dei requisiti o supervisione di progetti software.
  • 62.90.09 – Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell'informazione e dell'informatica n.c.a. (in gran parte corrispondente al vecchio 62.09.09). Una categoria residuale per i servizi IT che non rientrano nei codici precedenti, come alcune attività di assistenza tecnica avanzata.

Il codice deve descrivere ciò che fai davvero. Se hai aperto la partita IVA prima di aprile 2025 con uno dei vecchi codici, controlla nella tua visura come è stato ricondotto al nuovo e, in caso di dubbi, chiedi al commercialista. Per i collegamenti tra vecchi e nuovi codici puoi consultare la tavola di raccordo dell'ISTAT.

2. Tasse e contributi: i numeri per chi sviluppa software

Nel forfettario le tasse si calcolano su un reddito stabilito in base a un coefficiente. Per tutta la divisione 62 il coefficiente di redditività è il 67%, non il 78% dei professionisti: il restante 33% degli incassi è considerato spesa e non concorre al reddito. Se vuoi capire perché, leggi la guida ai coefficienti di redditività.

Sul reddito così calcolato si applica l'imposta sostitutiva:

  • 5% per i primi cinque anni, se rispetti i requisiti da nuova attività;
  • 15% dal sesto anno in poi, o se non hai diritto all'aliquota agevolata.

La previdenza: Gestione Separata INPS

Nella maggior parte dei casi gli sviluppatori che lavorano in proprio non hanno una cassa previdenziale dedicata e si iscrivono alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l'aliquota è:

  • 26,07% se non hai altre coperture previdenziali obbligatorie;
  • 24% se sei anche dipendente, pensionato o assicurato presso un'altra forma di previdenza obbligatoria.

La Gestione Separata non prevede un contributo minimo fisso: se non incassi, non versi contributi. I contributi sono una percentuale del reddito forfettario.

3. Un esempio pratico: sviluppatore con 40.000 € di incassi

Ipotizziamo che nel primo periodo di attività, con imposta al 5%, tu incassi 40.000 € lavorando con clienti italiani ed esteri. Non hai altre coperture previdenziali (aliquota 26,07%).

PassaggioCalcoloImporto
Reddito lordo40.000 € × 67%26.800,00 €
Contributi INPS26.800 € × 26,07%6.986,76 €
Reddito su cui si applica l'imposta26.800 € − 6.986,76 €19.813,24 €
Imposta sostitutiva al 5%19.813,24 € × 5%990,66 €

Tra contributi (6.986,76 €) e imposta (990,66 €) versi 7.977,42 €, circa il 20% degli incassi. Ti restano circa 32.023 €, cioè circa 2.669 € al mese.

Altri due scenari con gli stessi incassi:

  • Dal sesto anno, con imposta al 15%: l'imposta sale a 2.971,99 €, il carico totale a 9.958,75 € (circa il 25%) e ti restano circa 30.041 €, cioè circa 2.503 € al mese.
  • Se sei anche dipendente (contributi al 24%): i contributi scendono a 6.432,00 €, l'imposta al 5% è di 1.018,40 € e ti restano circa 32.550 €, cioè circa 2.712 € al mese.

Nota. Il calcolo suppone che i contributi calcolati sul reddito dell'anno coincidano con quelli versati e dedotti nello stesso anno. In realtà si deducono i contributi effettivamente versati nell'anno (principio di cassa), quindi nel tuo caso l'importo può differire. Per capire quando e quanto si paga, leggi la guida agli F24 di giugno e novembre.

4. Lavorare con l'estero: fatture UE ed extra-UE

Uno dei vantaggi dei freelance del software è poter lavorare con clienti di tutto il mondo. Le indicazioni che seguono riguardano committenti che sono aziende o professionisti (soggetti passivi IVA).

  • Clienti extra-UE (per esempio Stati Uniti o Regno Unito). Emetti fattura senza IVA, riportando il riferimento al regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014) e, trattandosi di un servizio reso a un committente estero, il richiamo all'art. 7-ter del D.P.R. 633/1972, che stabilisce che l'operazione non è territorialmente rilevante in Italia ai fini IVA. Ricorda la marca da bollo di 2 € se l'importo supera 77,47 €.
  • Clienti UE (per esempio Germania o Irlanda). Anche in questo caso la fattura è senza IVA. Se fatturi a imprese di altri Paesi UE, la tua partita IVA deve essere inclusa nell'archivio VIES: la richiesta si fa online all'Agenzia delle Entrate oppure si indica l'opzione intracomunitaria già all'apertura. L'IVA non la addebiti tu: è il cliente a gestirla nel proprio Paese con il meccanismo dell'inversione contabile (reverse charge).

Per i servizi resi a committenti UE possono scattare anche gli elenchi INTRASTAT, anche se sei in regime forfettario: verifica con il commercialista periodicità e soglie che riguardano la tua situazione.

Se i clienti sono consumatori finali e non aziende, le regole sull'IVA possono essere diverse: prima di fatturare a privati esteri, confrontati con un professionista.

5. Tre situazioni da controllare prima di partire

  • Sei dipendente. Puoi aprire il forfettario se nell'anno precedente i redditi da lavoro dipendente non hanno superato 35.000 € lordi (soglia in vigore per il 2025 e il 2026). Controlla anche il contratto di lavoro: possono esserci clausole di esclusività o di non concorrenza.
  • Il tuo cliente principale è il tuo datore di lavoro. Se svolgi l'attività prevalentemente nei confronti di un datore di lavoro attuale o di uno con cui hai avuto un rapporto nei due anni precedenti, non puoi applicare il forfettario. È un caso frequente tra chi passa da dipendente a freelance e resta a lavorare per la stessa azienda.
  • Gli incassi crescono. Se superi 85.000 € nell'anno, dall'anno successivo passi al regime ordinario; oltre 100.000 € l'uscita è immediata, nello stesso anno, con IVA dall'operazione che supera il limite. Nel regime ordinario devi aggiungere l'IVA in fattura (22% è l'aliquota ordinaria) e il reddito è tassato con gli scaglioni IRPEF.

Il quadro generale di requisiti, soglie e cause di esclusione è nella guida completa al regime forfettario.

Fonti e approfondimenti ufficiali

Contenuto informativo

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o previdenziale. Gli esempi numerici sono semplificati e non tengono conto di tutte le situazioni individuali. Norme, aliquote e scadenze possono cambiare: prima di decidere verifica le fonti ufficiali citate nell'articolo e confrontati con un commercialista.

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