F24 giugno e novembre forfettari: come calcolare saldo e acconti
Contenuto informativo, non è consulenza fiscale.
In questo articolo
Se hai una partita IVA, ci sono due mesi che mettono ansia: giugno e novembre. Sono le scadenze in cui si concentrano i pagamenti di imposte e contributi con il modello F24. Nel 2026 cadono martedì 30 giugno e lunedì 30 novembre.
Ma come si calcolano esattamente quelle cifre? Perché a giugno sembra di pagare il doppio? E cosa cambia nel primo anno di attività? Questa guida spiega il meccanismo di saldo e acconto per i forfettari, con esempi numerici.
Il meccanismo: saldo e acconto
Il fisco funziona per anticipo. Non paghi soltanto le imposte dell'anno appena concluso, ma ne anticipi anche una parte per l'anno in corso. Ogni versamento è fatto di due elementi:
- Saldo: il conguaglio definitivo sull'anno precedente, cioè l'imposta dovuta in base alla dichiarazione dei redditi meno gli acconti già versati;
- Acconto: un anticipo sull'anno in corso, calcolato ipotizzando che guadagnerai quanto l'anno prima.
Imposta sostitutiva: le regole per i forfettari
- L'acconto è il 100% dell'imposta sostitutiva dovuta per l'anno precedente (metodo storico) ed è diviso in due rate.
- Il 40% va pagato entro il 30 giugno, insieme al saldo dell'anno precedente.
- Il restante 60% va pagato entro il 30 novembre.
- Nel primo anno di attività non si versano acconti, perché non esiste un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli.
L'ultimo punto è la trappola più comune. Il primo anno sembra tutto leggero, ma l'anno dopo arrivano insieme il saldo del primo anno e gli acconti del secondo: è il motivo per cui a giugno «si paga il doppio».
Esempio 1: il secondo anno di attività
Hai aperto la partita IVA nell'anno precedente e la tua imposta sostitutiva è risultata di 2.000 €. Non avevi versato acconti, quindi il saldo è l'intera imposta.
| Scadenza | Cosa paghi | Calcolo | Importo |
|---|---|---|---|
| 30 giugno | Saldo dell'anno precedente | 2.000 € (intera imposta) | 2.000 € |
| 30 giugno | Primo acconto per l'anno in corso | 40% di 2.000 € | 800 € |
| Totale giugno | 2.800 € | ||
| 30 novembre | Secondo acconto per l'anno in corso | 60% di 2.000 € | 1.200 € |
In totale versi 4.000 € in un anno: 2.000 € di saldo per l'anno passato più 2.000 € di acconti per l'anno in corso.
Esempio 2: negli anni successivi
Vediamo il caso a regime. Nel 2024 la tua imposta sostitutiva è stata di 2.000 €, nel 2025 di 2.400 €.
- Nel 2025 hai versato acconti per 2.000 € (800 € a giugno e 1.200 € a novembre), cioè il 100% dell'imposta del 2024.
- A giugno 2026 paghi il saldo del 2025: 2.400 € − 2.000 € = 400 €.
- Gli acconti del 2026 si calcolano sull'imposta del 2025: 2.400 €.
| Scadenza | Cosa paghi | Calcolo | Importo |
|---|---|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo 2025 | 2.400 € − 2.000 € | 400 € |
| 30 giugno 2026 | Primo acconto 2026 | 40% di 2.400 € | 960 € |
| Totale giugno | 1.360 € | ||
| 30 novembre 2026 | Secondo acconto 2026 | 60% di 2.400 € | 1.440 € |
Nel 2026 versi in tutto 2.800 €: 400 € di saldo e 2.400 € di acconti. Se la tua imposta cresce rispetto all'anno prima, c'è un saldo da pagare; se cala, gli acconti già versati possono superare l'imposta dovuta e il saldo risulta a credito.
E i contributi INPS?
Gestione Separata (liberi professionisti senza cassa). Il meccanismo è simile ma con percentuali diverse:
- il saldo dei contributi dell'anno precedente si paga a giugno insieme al primo acconto;
- l'acconto complessivo è l'80% dei contributi dovuti per l'anno precedente, diviso in due rate uguali: il 40% entro il 30 giugno e il 40% entro il 30 novembre.
Per esempio, se i contributi dell'anno scorso sono 6.000 €, l'acconto complessivo è 4.800 € (80%), cioè 2.400 € a giugno e 2.400 € a novembre. Per i forfettari la base contributiva è il reddito forfettario, cioè gli incassi per il coefficiente di redditività.
Artigiani e commercianti. I contributi sul reddito minimale si versano in quattro rate fisse, con le scadenze ordinarie del 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio. La parte di contributi calcolata sul reddito eccedente il minimale si paga invece con le stesse scadenze delle imposte, in saldo e acconti.
La scadenza di giugno
A giugno il tuo F24 contiene, in un'unica soluzione:
- il saldo dell'imposta sostitutiva dell'anno precedente;
- il primo acconto (40%) dell'imposta sostitutiva dell'anno in corso;
- il saldo e il primo acconto dei contributi INPS.
Il termine è il 30 giugno, salvo proroghe. In alternativa puoi pagare nei trenta giorni successivi con una maggiorazione dello 0,40%.
Si può rateizzare?
Sì, ma solo il saldo e il primo acconto. Il pagamento può essere suddiviso in rate mensili: la prima scade alla data ordinaria e non produce interessi, le successive scadono entro il 16 di ogni mese e comportano interessi, e il piano deve chiudersi entro il 16 dicembre. Le regole sono quelle introdotte dal D.Lgs. n. 1/2024 e chiarite dall'Agenzia delle Entrate con la circolare del 2 maggio 2024.
La scadenza di novembre
Il 30 novembre è una scadenza secca:
- si paga il secondo acconto: il 60% dell'imposta sostitutiva e, per la Gestione Separata, la seconda rata dell'acconto dei contributi (un altro 40% di quelli dell'anno precedente);
- non c'è nessun saldo;
- non si può rateizzare: la possibilità di rateazione riguarda solo il saldo e il primo acconto.
Il metodo previsionale
Se sai già che l'anno in corso andrà peggio del precedente, puoi usare il metodo previsionale: invece di calcolare gli acconti sull'imposta dell'anno scorso, li calcoli su una stima dell'imposta che pensi di dovere per l'anno in corso. Gli acconti sono così più bassi e la liquidità resta nelle tue mani.
Attenzione. Se a fine anno risulta che hai versato meno di quanto dovuto, perché hai fatturato più del previsto, scattano sanzioni per insufficiente versamento. Usa il metodo previsionale solo se sei certo del calo, e fai fare il calcolo al commercialista.
Come si compila e si paga l'F24
Per i titolari di partita IVA l'F24 si presenta per via telematica: non è possibile pagarlo in forma cartacea in banca o in posta. Nella sezione Erario dell'F24 i codici tributo dell'imposta sostitutiva sono:
| Codice tributo | Cosa versa |
|---|---|
| 1790 | Primo acconto dell'imposta sostitutiva (giugno) |
| 1791 | Secondo acconto, o acconto in unica soluzione (novembre) |
| 1792 | Saldo dell'imposta sostitutiva |
Per i contributi alla Gestione Separata dei professionisti si utilizza la causale PXX nella sezione INPS. Verifica sempre i codici e gli importi con il tuo commercialista o con il prospetto che ti fornisce.
Per pagare puoi usare:
- L'home banking, nella sezione F24 della tua banca.
- I servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel), obbligatori se l'F24 contiene crediti da compensare.
- Il commercialista, che può addebitare direttamente l'importo sul tuo conto.
Quanto mettere da parte ogni volta che incassi
Il modo più semplice per non farsi sorprendere è accantonare una quota di ogni incasso. Ecco una stima semplificata, che considera i contributi alla Gestione Separata (26,07%) e l'imposta sostitutiva, senza altri redditi né altri oneri:
| Profilo (coefficiente) | Con imposta al 5% | Con imposta al 15% |
|---|---|---|
| Sviluppatore o altre attività economiche (67%) | circa 20% degli incassi | circa 25% degli incassi |
| Consulente o professionista (78%) | circa 23% degli incassi | circa 29% degli incassi |
Sono quote indicative: contributi, aliquota e acconti reali dipendono dalla tua situazione. La regola pratica è mettere da parte la percentuale giusta già dal primo incasso, anche nel primo anno in cui non paghi acconti, perché l'anno dopo il conto arriva tutto insieme.
Fonti e approfondimenti ufficiali
- D.P.R. n. 435/2001, art. 17 (modalità di versamento delle imposte sui redditi e acconti)
- D.Lgs. n. 1/2024 e circolare dell'Agenzia delle Entrate del 2 maggio 2024 (rateazione di saldo e primo acconto)
- INPS, Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026: Gestione Separata
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (Normattiva)
Contenuto informativo
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o previdenziale. Gli esempi numerici sono semplificati e non tengono conto di tutte le situazioni individuali. Norme, aliquote e scadenze possono cambiare: prima di decidere verifica le fonti ufficiali citate nell'articolo e confrontati con un commercialista.
Calcola le tue tasse da forfettario
Inserisci incassi e codice ATECO: ottieni imposta sostitutiva, contributi INPS e quanto ti resta in tasca.
Continua a leggere
Fondamentali
Regime forfettario 2026: guida completa a requisiti e limiti
9 min di lettura
Fondamentali
Coefficienti di redditività forfettario: tabella 2026 ed esempi
7 min di lettura