Coefficienti di redditività forfettario: tabella 2026 ed esempi
Contenuto informativo, non è consulenza fiscale.
In questo articolo
Nel regime forfettario c'è una regola da capire subito: le spese reali non si scaricano. Non importa quanto tu abbia speso per l'affitto dell'ufficio, un computer nuovo o le trasferte: il fisco non guarda le fatture d'acquisto. Per stabilire il reddito applica invece una percentuale fissa, il coefficiente di redditività, che dipende dal codice ATECO dell'attività, cioè dal codice che identifica ciò che fai.
Questa guida spiega come funziona, riporta la tabella dei coefficienti in vigore nel 2026 e mostra con esempi numerici quanto cambia il carico fiscale da un settore all'altro.
Cos'è e come funziona il coefficiente di redditività
Il coefficiente stabilisce a priori quale parte dei tuoi incassi è reddito e quale parte è considerata spesa. Con un coefficiente del 78%, per esempio, lo Stato presume che per incassare 100 € tu ne abbia spesi 22: imposta e contributi si calcolano sul 78% degli incassi, mentre il restante 22% non concorre al reddito.
Il coefficiente non serve solo per l'imposta sostitutiva. Definisce anche il reddito su cui si calcolano i contributi previdenziali: per le gestioni INPS (Gestione Separata, Artigiani e Commercianti) la base contributiva è il reddito forfettario. Le casse professionali hanno invece regole proprie.
La tabella dei coefficienti di redditività
Nel regime forfettario le attività sono raggruppate in nove gruppi di settore. Ciascuno ha il suo coefficiente.
| Gruppo di settore | Codici ATECO | Coefficiente | Spese presunte |
|---|---|---|---|
| Industrie alimentari e delle bevande | 10 – 11 | 40% | 60% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 45; da 46.2 a 46.9; da 47.1 a 47.7; 47.9 | 40% | 60% |
| Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande | 47.81 | 40% | 60% |
| Servizi di alloggio e di ristorazione | 55 – 56 | 40% | 60% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | da 47.82 a 47.89 | 54% | 46% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% | 38% |
| Altre attività economiche | 01–03; 05–09; 12–33; 35; 36–39; 49–53; 58–63; 77–82; 84; 90–93; 94–99 | 67% | 33% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 64–66; 69–75; 85; 86–88 | 78% | 22% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41–43; 68 | 86% | 14% |
ATECO 2025: cosa cambia per il coefficiente. Dal 1° aprile 2025 le attività si identificano con i nuovi codici ATECO 2025 (per esempio, il vecchio 62.01.00 è diventato 62.10.00). La tabella dei coefficienti, però, resta per ora agganciata alla classificazione precedente: per il 2026 il nuovo codice identifica l'attività, ma il coefficiente continua a seguire l'inquadramento della stessa attività nella vecchia classificazione. Il solo cambio di codice, quindi, non comporta un nuovo coefficiente. L'ISTAT pubblica una tavola di raccordo tra ATECO 2025 e ATECO 2022; se il tuo codice non ha una corrispondenza univoca, chiedi conferma al commercialista.
Come trovare il tuo coefficiente
- Cerca il codice ATECO della tua attività nella visura o nei documenti di apertura della partita IVA.
- Guarda le prime due cifre: indicano la divisione dell'attività (per esempio 62, 70, 47).
- Cerca la divisione nella tabella: il gruppo in cui rientra fissa il coefficiente.
Alcuni esempi tra le attività più comuni:
| Attività | Divisione ATECO | Coefficiente |
|---|---|---|
| Sviluppo software, consulenza informatica | 62 | 67% |
| Editoria, produzione video, telecomunicazioni | 58 – 61 | 67% |
| Consulenza aziendale e gestionale | 70 | 78% |
| Architettura e ingegneria | 71 | 78% |
| Pubblicità e ricerche di mercato | 73 | 78% |
| Grafica, fotografia, traduzione | 74 | 78% |
| Istruzione e formazione | 85 | 78% |
| Attività artistiche, sportive e di intrattenimento | 90 – 93 | 67% |
| Servizi alla persona (parrucchieri, estetisti) e riparazioni | 95 – 96 | 67% |
| Commercio al dettaglio online | 47.91 | 40% |
| Ristorazione e alloggio | 55 – 56 | 40% |
| Costruzioni e immobiliare | 41 – 43, 68 | 86% |
Chi scrive codice, ad esempio, non rientra tra i «professionisti» al 78%: la divisione 62 appartiene a «Altre attività economiche» e ha il coefficiente del 67%.
Esempi pratici: come cambiano le tasse tra settori
A parità di incassi, il coefficiente determina quanto reddito viene tassato. Ecco cosa succede con 30.000 € incassati nel 2026, con imposta sostitutiva al 5% (aliquota per le nuove attività). Nella tabella l'imposta è calcolata sul reddito lordo, senza dedurre i contributi.
| Profilo | Coefficiente | Reddito lordo | Imposta al 5% |
|---|---|---|---|
| Commercio al dettaglio online | 40% | 12.000 € | 600 € |
| Sviluppatore software | 67% | 20.100 € | 1.005 € |
| Consulente o professionista | 78% | 23.400 € | 1.170 € |
| Costruzioni o immobiliare | 86% | 25.800 € | 1.290 € |
Il calcolo completo, con i contributi INPS
Il procedimento corretto ha tre passaggi: prima si applica il coefficiente, poi si sottraggono i contributi previdenziali, e solo sul risultato si applica l'imposta sostitutiva. Vediamolo per due professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (aliquota 2026 del 26,07%) con 30.000 € di incassi.
| Passaggio | Consulente (78%) | Sviluppatore (67%) |
|---|---|---|
| Reddito lordo (30.000 € × coefficiente) | 23.400,00 € | 20.100,00 € |
| Contributi INPS (26,07%) | 6.100,38 € | 5.240,07 € |
| Reddito su cui si applica l'imposta | 17.299,62 € | 14.859,93 € |
| Imposta sostitutiva al 5% | 864,98 € | 743,00 € |
| Totale tra contributi e imposta | 6.965,36 € | 5.983,07 € |
| Resta in tasca (su 30.000 €) | 23.034,64 € | 24.016,93 € |
A parità di incassi, allo sviluppatore restano circa 980 € in più rispetto al consulente, per effetto del coefficiente più basso.
Per artigiani e commercianti i contributi INPS seguono regole diverse (aliquote proprie e contributi minimi fissi), per questo l'esempio completo riguarda i professionisti in Gestione Separata. Il principio resta lo stesso: il coefficiente fissa il reddito su cui si pagano imposta e contributi.
Nota. Negli esempi si suppone che i contributi calcolati sul reddito dell'anno coincidano con quelli versati e dedotti nello stesso anno. In realtà si deducono i contributi effettivamente versati nell'anno (principio di cassa), quindi nel tuo caso l'importo può differire.
Cosa succede se hai più codici ATECO
Puoi associare più codici ATECO alla stessa partita IVA, per esempio svolgendo consulenza aziendale e vendendo online prodotti fisici. In questo caso:
- il limite di 85.000 € è unico e si calcola sul totale degli incassi di tutte le attività;
- a ogni attività si applica il proprio coefficiente, per questo gli incassi vanno annotati separatamente per codice.
Esempio. 40.000 € di consulenza (78%) e 20.000 € di vendite online (40%): il reddito lordo è 31.200 € + 8.000 € = 39.200 €, mentre il totale degli incassi, 60.000 €, resta sotto la soglia di 85.000 €.
Errori frequenti
- «Sono un professionista, quindi 78%». Dipende dal codice, non dal titolo: chi sviluppa software o fa consulenza informatica è al 67%.
- «Il coefficiente serve solo per l'imposta». Serve anche a determinare il reddito su cui si calcolano i contributi previdenziali.
- «Scelgo il codice più conveniente». Il codice deve descrivere l'attività che svolgi davvero. Usare un coefficiente più basso del dovuto significa versare meno imposte e contributi del dovuto, con recupero delle somme e sanzioni in caso di controllo.
- «Con ATECO 2025 il coefficiente cambia». In generale, per ora no: la tabella resta agganciata alla vecchia classificazione, come spiegato sopra. Se però la riclassificazione del tuo codice non è univoca, fai verificare il coefficiente al commercialista.
Fonti e approfondimenti ufficiali
Contenuto informativo
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o previdenziale. Gli esempi numerici sono semplificati e non tengono conto di tutte le situazioni individuali. Norme, aliquote e scadenze possono cambiare: prima di decidere verifica le fonti ufficiali citate nell'articolo e confrontati con un commercialista.
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